NEWS DA RIABILITAZIONE PSICHIATRICA (#SALUTE MENTALE, #PSICHIATRIA)

Il portale della Riabilitazione Psichiatrica
La salute mentale è questione di tutti…si va in radio tra scuola e salute mentale
Sun, 19 Feb 2012 11:32:49 +0000
Corso ECM: “Psichiatria e dipendenze”
Sun, 19 Feb 2012 11:29:26 +0000
In Versilia il Forum Salute Mentale fa sentire la sua voce. Più territorio, meno ospedale!
Sun, 19 Feb 2012 11:26:07 +0000
Progetto “Creatività guidata” a Genova

Formazione – Redattore Sociale (#disabilità, #psichiatria,#mediazione culturale)

 
Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, le politiche, i servizi – II edizione
Fri, 30 Mar 2012 15:49:00 +0200
Psichiatria occupazionale. Rischi psicosociali e psicopatologia negli ambienti di lavoro – Corso di perfezionamento
Fri, 23 Mar 2012 15:26:00 +0200
Master in Mediazione Culturale Pediatrico Infantile – II° Edizione
Fri, 23 Mar 2012 13:12:00 +0200
 

La tensione epistemologica alla base delle controversie in #psichiatria è tra un modello realista ed un modello costruttivista

da http://www.riabilitazionepsichiatrica.com/riflessioni/2012/02/la-tensione-epistemologica-alla-base-delle-controversie-in-psichiatria-e-tra-un-modello-realista-ed-un-modello-costruttivista/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+RiabilitazionePsichiatrica+%28RiabilitazionePsichiatrica.com+-+Il+portale+della+Riabilitazione+Psichiatrica%29

LA BASE EPISTEMOLOGICA DELLE CONTROVERSIE IN PSICHIATRIA D. Kecmanovic ha recentemente pubblicato un articolo sulle ragioni delle continue controversie in psichiatria. Ne è seguito un dibattito. Tra gli altri, M....

LA BASE EPISTEMOLOGICA DELLE CONTROVERSIE IN PSICHIATRIA

D. Kecmanovic ha recentemente pubblicato un articolo sulle ragioni delle continue controversie in psichiatria. Ne è seguito un dibattito. Tra gli altri, M. Aragona ha focalizzato il suo intervento sulla epistemologia della psichiatria. Ha ricordato che “prese nell’insieme le discipline che si occupano di mente e patologie mentali non costituiscono una scienza matura. Mentre le varie branche della medicina sono unite da una comune scienza di base e da una visione condivisa del funzionamento del corpo umano, le varie discipline che studiano i fenomeni mentali si basano su principi teorici differenti, vedono il proprio campo di studio da differenti punti di vista, usano tecniche di indagine differenti e presuppongono interpretazioni e soluzioni che sono ampiamente eterogenee” (Aragona M. Aspettando la rivoluzione. Editori Riuniti, Roma, 2006, p.34). Tuttavia. L’autore nota che definire la psichiatria come un’attività scientifica preparadigmatica rischia di far passare implicitamente una nozione fondamentale. Infatti, l’idea implicita è che la psichiatria dovrebbe conformarsi al modello biomedico e che la sa posizione attuale è quella di una scienza immatura che in futuro si baserà su un unico paradigma scientifico. Questo processo porterebbe alla progressiva scomparsa dal dibattito scientifico delle altre prospettive, venendo riconcettualizzate come forme culturali non scientifiche o proto-scientifiche. Questa è la credenza che sin dall’inizio si associa a ogni teoria somatologica della malattia mentale. Il rischio, però, è di introdurre di nascosto un’assunzione riduzionista: ci sono molte prospettive e molti modelli solo perché la psichiatria non è ancora scientifica. Questa è un’immagine corretta dello stato dell’arte in psichiatria, oppure la peculiarità dell’oggetto di studio della nostra disciplina (l’essere umano che soffre mentalmente) non può in linea di principio essere ridotto allo studio materialistico del cervello? La pluralità di modelli è un fenomeno transitorio o l’approccio multi-prospettico è intrinseco alla psichiatria e dunque inevitabile? Viene presentato il pluralismo metodologico di Karl Jaspers, usato a supporto di una prospettiva multi-prospettivista. In conclusione, vengono proposti il prospettivismo psicologico e il pragmatismo (inteso come l’atto di scegliere questo o quel modello in base alla rilevanza delle specifiche domande scientifiche/cliniche e in base la modello di risposta più appropriato). Si suggerisce che la tensione epistemologica alla base delle controversie in psichiatria è tra un modello realista (che si presenta come molto scientifico ma è storicamente indifendibile) ed un modello costruttivista che è meglio corroborato dalle analisi storiche ma che prevedendo un ruolo ineliminabile per l’ermeneutica rischia di essere percepito come anti-scientifico e radicalmente relativista.
L’intero articolo si può scaricare gratuitamente da:http://www.hdbp.org/psychiatria_danubina/pdf/dnb_vol23_no3/dnb_vol23_no3_02.pdf

Tratto interamente da: Philosophy of Psychopathology

 

grazie

SEMINARIO PER LA CHIUSURA DEGLI OPG

26 gennaio: riunione e seminario “Un volto, un nome”

 
 
 

un volto un nomeAssociazioni del Comitato promotore di “stopOPG”, altre e altri: care amiche e cari amici, confermiamo la riunione – “aperta a quanti vogliono dare il loro contributo” – del Comitato di “stopOPG”.

GIOVEDI’ 26 gennaio, a ROMA, presso la sede della Regione Toscana – via Parigi, 11, dalle ore 9:30 alle ore 16

per:

1. presentare (in conferenza stampa) la campagna “UN VOLTO UN NOME”, con i referenti di “stop opg” delle singole regioni (a breve invieremo un primo elenco).

2. una discussione seminariale sulla questione dell’ “imputabilità” e in generale sugli aspetti normativi (compresa la questione del DdL “Marino e altri senatori”)

A breve ulteriori informazioni

Un caro saluto

Per StopOPG:

Stefano Cecconi, Giovanna Del Giudice, Fabrizio Rossetti

L’on. Coscioni in visita all’OPG di Montelupo Fiorentino

L’on. Coscioni in visita all’OPG di Montelupo Fiorentino

 
 
 

Mercoledì 31 u.s. l’On. Maria Antonietta Coscioni, segretario della Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, accompagnata dal Dr Alessandro Margara, garante dei detenuti della Regione Toscana e dal dr Cesare Bondioli, responsabile nazionale carceri e opg di Psichiatria Democratica, ha effettuato una visita ispettiva all’Opsedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino.

Come noto il 26 luglio scorso la Commissione Parlamentare di Inchiesta sull’efficacia e efficienza del S.S.N. aveva disposto il sequestro di alcune strutture dell’opg, in particolare della “sala contenzioni” risultata “priva di idonei strumenti di monitoraggio a distanza e di segnalazione delle emergenze del soggetto coercito; nonché irraggiungibile in maniera sollecita ed autonoma da parte del personale sanitario, essendo le chiavi di accesso nella escluisva disponibilità del personale penitenziario” e di 21 celle della Sezione “Ambrogiana” per la “simultanea sussistenza di deficienze strutturali igienico-sanitarie e clinico-assistenziali”.

La Commissione aveva altresì rilevato “gravi e preoccupanti condizioni di degrado di tutte le altre sezioni attualmente operative, patentemente sprovviste dei requisiti minimi previsti dalla normativa vigente per le strutture psichiatriche” e in “tutti i locali OPG inottemperanza alla normativa vigente in materia di prevenzione degli incendi” disponendo un termine di 15 giorni per l’adeguamento alla normativa antincendio e di 180 giorni per “conformare tutte le sezioni alla normativa nazionale e regionale per le strutture psichiatriche”, termini successivamente prorogati al 30 settembre p.v..

La delegazione, ha iniziato la sua ispezione visitando tutte le sezioni dell’opg e non ha potuto che constatare il già denunciato e noto gravissimo degrado generale: non solo della sezione Ambrogiana (in cui ha potuto verificare il rispetto dell’ordine di sequestro) in cui non solo le celle sequestrate ma anche quelle tuttora utilizzate mostrano segni di degrado tanto nelle strutture murarie, quanto negli arredi per non parlare di una quasi totale mancanza di privacy degli internati costretti a vivere in spazi ridottissimi, in genere in celle da quattro, quasi prive di spazio di movimento per i reclusi – anche se abbiamo constatato che la maggior parte delle celle era aperta – e con servizi igienici (anche se questo termine sembra eccessivo!) “a vista”.

Analoga situazione si è constatata nell’altro reparto in uso: anche qui l’aspetto carcerario prevale su quello sanitario (il degrado appare fin da fuori del reparto per la presenza di numerosi rifiuti – stracci, indumenti, oggetti, piatti di plastica – lanciati dai reclusi nel cortile attraverso le sbarre delle celle) con l’aggravante che, dopo la chiusura delle celle sequestrate, questo reparto ha accolto buona parte dei loro ospiti creandosi condizioni di sovraffollamento con la perdita anche di alcuni spazi comuni precedentemente adibiti ad attività di socializzazione, come laboratori espressivi e sale comuni.

In questo reparto era ubicata la “stanza delle contenzioni” che abbiamo trovato occupata da un internato, non contenuto, che nei giorni precedenti aveva sfasciato alcune suppellettili creando pericolo anche per gli altri ricoverati e necessitando di una cella individuale: il personale che ci accompagnava, il Direttore sanitario Dr Scarpa e quello amministrativo Dr.sa Michelini ci informava che era stata chiesta alla commissione una deroga per utilizzare la stanza senza peraltro ricevere risposta.

Al di là delle condizioni strutturali quello che ha maggiormente colpito la delegazione nel contatto con gli internati è stata la percezione, peraltro verbalizzata da alcuni di loro, di un clima di incertezza sul loro futuro alla scadenza del 30 settembre: è quindi percezione diffusa che questa data rappresenti un punto di non ritorno nella storia dell’opg e gli internati si preoccupano del loro destino dopo quella data (un internato ha scongiurato di “non mandarlo ad Aversa”) né valgono a tranquillizzare le rassicurazioni fornite dal personale sanitario e penitenziario.

L’origine di questo clima, invero assai preoccupante perché aggrava la condizione dell’internato caricandola di ulteriori angosce e crea le condizioni perché all’interno dell’istituzione si verifichino incidenti (l’esperienza della chiusura dei manicomi ci dice che le fasi di transizione, quando non definite nella loro realtà, rappresentano un momento delicatissimo della vita istituzionale), è probabilmente legata da un lato all’eccezionalità del provvedimento di sequestro, dall’altro alla mancata risposta, visibile, delle istituzioni a questo provvedimento.

Nelle aree sequestrate non è attivato nessun intervento di restauro e questo ci è stato confermato anche dai Direttori nella riunione al termine della visita ai reparti.

Nessun provvedimento concreto è stato ancora adottato in ottemperanza al disposto dell’ordinanza della Commissione né né dal PRAP né dalla regione per quanto di competenza.

Inoltre da parte della Regione Toscana, non è stato emanato alcun atto ufficiale rispetto alla chiusura dell’opg e alla gestione della fase intermedia: gli stessi Responsabili sembrano soffrire di questa mancanza di progetti e di obbiettivi a medio e a lungo termine.

Nonostante queste incertezze, non certamente imputabili al personale sanitario e penitenziario che direttamente è a contatto con gli internati cui si dedica, come riconosciuto anche dalla Commissione di Inchiesta, con una dedizione straordinaria, secondo i dati presentati dal Direttore Scarpa il processo di regionalizzazione della struttura secondo gli indirizzi del DPCM e i programmi di dimissione sono significativamente progrediti.

Dai 146 internati presenti alla fine di aprile si è passati agli attuali 128, quasi tutti provenienti dal bacino di utenza di competenza (Toscana, Liguria, Sardegna e Umbria): il processo di territorializzazione della struttura è quindi quasi completato anche se resta irrisolto il problema delle donne, attualmente internate a Castiglione delle Siviere.

Il programma “Oltrelesbarre” che, negli anni scorsi ha potuto usufruire di un finanziamento ad hoc, ha consentito la dimissione di circa 20 soggetti tra quelli immediatamente dimissibili ed altri progetti potrebbero essere attivati se venissero erogati i fondi che sono nella disponibilità regionale.

L’impressione che la delegazione ha tratto dalla visita e dall’incontro con gli operatori è che l’opg di Montelupo, anche attraverso interventi di riqualificazione delle sue strutture, ben difficilmente potrà assumere caratteristiche di tipo sanitario essendo tutta la struttura “pensata” e realizzata, sia all’origine che con i successivi interventi di restauro anche recenti, come struttura custodiale e non sanitaria.

Occorre che la Regione esca dall’ambiguità sulla volontà di chiudere l’opg, facendosi carico, fino in fondo di una scelta politica qualificante e in linea con l’attuale normativa, rifiutando di restare paralizzata dai veti campanilistici che l’hanno frenata fino ad oggi.

Questa chiarezza contribuirà grandemente a rasserenare il clima di preoccupazione sul futuro, che si traduce in angoscia per gli internati e, a lungo andare, in demotivazione e burn-out per gli operatori, e consentirà di realizzare quegli interventi di tipo ambientale imposti dalla Commissione per rendere, minimamente vivibile la struttura nella fase di transizione.

Occorre che la Regione faccia, finalmente, un Progetto Obbiettivo per la chiusura di Montelupo, fissandone modalità e tempi che siano vincolanti per tutti i soggetti coinvolti nel processo: oggi sia i Servizi di Salute Mentale della Toscana che quelli delle altre Regioni del bacino non si sentono sufficientemente coinvolti nel processo di chiusura, e quindi di presa in carico degli internati di propria competenza, per il diffuso convincimento (speculare e contrario a quello degli internati!) che a Montelupo un Reparto rimarrà sempre (la famigerata Ambrosiana, ristrutturata, come ipotizzato in un recente convegno più volte richiamato dagli operatori nel corso dell’incontro?).

Nell’immediato va comunque fatto un progetto di riqualificazione delle strutture (per il quale ci risulta esistano in Regione fondi per l’edilizia penitenziaria utilizzabili) per renderle decentemente vivibili nel periodo di transizione verso la chiusura o vanno individuate alternative per un trasferimento immediato degli attuali internati in altre strutture in cui si possa realizzare con maggiore adeguatezza una gestione totalmente sanitaria dei soggetti internati.

bambino oggi…uomo domani

 

http://www.bambinooggiuomodomani.org/index.php?option=com_contact&view=category&Itemid=3

 

Rendere più positive le relazioni

adulto-bambino e interpersonali


i bambini imitano…

 

…esprimere o non esprimere i propri bisogni, le proprie difficoltà?

Ci sono persone che scelgono di non esprimere i loro bisogni, le loro divergenze, le loro emozioni e preferiscono non discutere, specialmente davanti ai bambini, i quali potrebbero crescere con l’idea che parlare sia pericoloso.

Altre invece, esprimono fin troppo le loro emozioni in particolare quando sono arrabbiati, senza tenere conto della presenza dei bambini, i quali potrebbero sentirsi trascurati.

A volte accade che alcuni genitori ripetano, inconsapevolmente o meno, con i figli gli stessi insegnamenti che hanno imparato dai loro genitori, anche se si sono ripromessi di non farlo…Perché accade?

La spiegazione si può considerare scientifica: il nostro cervello è come se fosse composto da due parti, una cosciente, consapevole che ragiona e sceglie come agire e l’altra inconsapevole che invece decide con rapidità a livello intuitivo.

Proprio questa parte è quella che gestisce l’emotività e la capacità di costruire relazioni, in essa si stratifica il significato che abbiamo dato alle esperienze che abbiamo avute a partire dalla nascita.  E’ durante la primissima infanzia infatti che che si sviluppano le modalità con cui entreremo in contatto con gli amici, il partner, i colleghi di lavoro.

C’è da considerare anche che l’aggressività è un fenomeno complesso che dipende da molti fattori di cui alcuni innati legati alla sopravvivenza della specie, quali il bisogno di nutrirsi e quello di procreare.

Per esempio il neonato solo attraverso l’intensità/aggressività del pianto comunica i suoi bisogni primari di nutrimento, di accudimento, di affetto. La mamma più brava e più sollecita, per  soddisfare i bisogni del suo piccolo impiegherà un certo lasso di tempo che pure se è brevissimo può generare ansia e apprensione. Ciascun neonato da parte sua, reagirà in un modo diverso e dovrà elaborare le sue prime esperienze nel campo delle relazioni e come gestire le frustrazioni.

Il tema richiederebbe argomentazioni ben più lunghe, possiamo citare per chi desidera approfondire Bolwby, Winnicott, Lowen, Rogers, Klein,…che hanno rilevato che a partire dalla prima e delicata fase della vita ‘il latte, le coccole e l’educazione’ rivestono un ruolo fondamentale per lo sviluppo della personalità e della capacità di relazionarsi con gli altri.

Concorrono dunque, a formare la personalità di un individuo il carattere, l’ambiente in cui vive e l’esperienza che fa.

Tra le componenti della personalità una importante è l’influenza dei genitori, il loro “saper essere” e il loro sapere essere insieme accanto ai figli in un’atmosfera di intimità e autenticità.

Intimità…dialogo costruttivo…più possibilità di scelta

I bambini imitano i loro genitori, se non li percepiscono come un punto di riferimento stabile e sicuro, si disorientano e cercano la loro attenzione mettendo in campo varie forme di disagio e meno si sentono ascoltati più la manifestazione del disagio diventa complessa e pericolosa.

Che fare dunque?

Bambino Oggi…Uomo Domani vuole favorire il dialogo famiglia-scuola-istituzioni offrendo agli adulti l’opportunità di avviare insieme nella pratica un processo di comunicazione empatica per rendere la relazione adulto-bambino più positiva al fine di fare crescere i figli con il senso di responsabilità ed evitare che, una volta cresciuti,  vadano a cercare pericolosi punti di riferimento fuori della famiglia.

 

video: VITTORIO GALLESE – Neuroscienziato scopritore dei neuroni specchio

 
Francesco Bollorino
Francesco Bollorino13 maggio 10.34.46
Oggetto: CONGRESSO DI ASCOLI ON LINE
Primo video di una lunga serie… VITTORIO GALLESE Neuroscienziato scopritore dei neuroni specchio

http://www.facebook.com/l/2a3c2IjZ8RNbS2xrFcaaJZXnQkA/youtu.be/BvPjUP7icds?hd=1

guaradtelo e fatelo guardare

 
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grazie

Arnaldo Ballerini: Naturalità della evidenza intersoggettiva e autismo schizofrenico

da Francesco Bollorino:

 
http://youtu.be/id9OndLJMjA

Arnaldo Ballerini: Naturalità della evidenza intersoggettiva e autismo schizofrenico
Registrazione video dell’intervento di Arnaldo Ballerini alle XII GIORNATE PSICHIATRICHE ASCOLANE. Arnaldo Ballerini, libero docente in Clinica delle malatti…
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Grazie,
Il team di Facebook

 

Francesco Bollorino ha inviato un messaggio ai membri di POL-it Psychiatry on line Italia.
 
Francesco Bollorino
Francesco Bollorino16 maggio 8.18.26
Oggetto: VIDEO DAL CONGRESSO DI ASCOLI
continua oggi e continuerà con regolarità nei prossimi giorni (la lunghezza dei contributi rallenta il lavoro di messa on line per la necessità di elaborazione delle immagini) la messa online delle relazioni che abbiamo registrato durante il Congresso XII GIORNATE PSICHIATRICHE ASDCOLANE.
Sono in rete tre contributi: Gallese, Callieri e Ballerini, stamane arriverà Correale e altri seguiranno .
Spero che vorrai da un lato seguire quesi video e dall’altro farne pubblicità adeguata in rete dato l’alto rilievo scientifico e l’innovatività del modo di proporre la psichiatria in rete attuato dal canale tematico della Rivista su Youtube.
Contiamo sul tuo attivo supporto
Grazie

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grazie