Uguali e diverse, sono le italiane 2.0

 

MILANO
02.05.2013 – INTEGRAZIONE

Uguali e diverse, sono le italiane 2.0

 

 

A Milano nasce una piattaforma di studentesse cristiane e musulmane per discutere i temi della migrazione

ROBERTA PACIFICO (MAGZINE)
 
 
 
 
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LA GENERAZIONE DOPO, Stranieri in Italia

M. BARBAGLI, C. SCHMOLL (a cura di), LA GENERAZIONE DOPO, Stranieri in Italia

 
 
 

M. BARBAGLI, C. SCHMOLL (a cura di)

Stranieri in Italia

La generazione dopo

Collana “Ricerche e studi dell’Istituto Carlo Cattaneo”

Serie: Stranieri in Italia, a cura di Asher Colombo e Giuseppe Sciortino

pp. 344, € 27,00
978-88-15-15005-9
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 13/10/2011

  Copertina 15005

 

L’Italia è ormai un luogo di insediamento duraturo per gli immigrati e i loro discendenti. Le “seconde generazioni” costituiscono infatti oltre un quinto della popolazione straniera. L’emergenza di questi nuovi soggetti pone problemi del tutto inediti per la società italiana. La prima parte del volume presenta dibattiti, esperienze e direzioni di indagine sull’integrazione psico-sociale delle seconde generazioni e delle loro famiglie. La seconda parte propone un confronto tra le esperienze italiane e quelle di altri contesti. In questa sede vengono affrontati temi spesso trascurati dalla ricerca, tra cui le reti di amicizia, la religiosità, il ritardo scolastico e i rapporti familiari dei figli di immigrati.

Marzio Barbagli ha insegnato Sociologia nell’Università di Bologna. Le sue pubblicazioni recenti con il Mulino sono “Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente” (2009) e “La sessualità degli italiani” (con F. Garelli e G. Dalla Zuanna, 2010). Camille Schmoll è docente di Geografia umana nell’Università di Parigi 7 Denis Diderot.

2 giugno. Rete G2: diritto di cittadinanza (e di voto) alle “seconde generazioni”!

Giovedì 2 Giugno 2011

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Il 2 Giugno 1946, si svolse il referendum istituzionale che sancì la nascita della Repubblica Italiana. Per la prima volta, venne riconosciuto il diritto di voto alle donne, instaurando anche in Italia il suffragio universale.

Oggi, a distanza di 65 anni dal giorno in cui tutti videro riconosciuto il diritto di voto, la Rete G2 – Seconde generazioni rinnova la sua richiesta per riconoscere la cittadinanza italiana, e quindi il diritto di voto, ai tanti figli di genitori stranieri, nati in Italia o giunti da piccoli, che costituiscono parte della comunità nazionale, al pari dei loro coetanei figli di italiani.

Vi sono quasi 1 milione di giovani, di cui oltre la metà nati in Italia, che restano cittadini stranieri in patria perché la legge vigente (Legge 5 febbraio 1992 n. 91) non riconosce la cittadinanza ai figli di cittadini stranieri, anche se nati in territorio italiano.

Non già l’appartenenza di sangue (o dovremmo dire – più giustamente ma anche più tristemente – “genetica”?) ma la cultura, e quindi la lingua, la condivisione di norme, l’abitare in uno spazio geograficamente determinato definiscono, nel 2011, uno Stato.

La Rete G2 promuove dal 2005 la campagna per la riforma della Legge sulla cittadinanza sulla base del principio che è italiano chi nasce in Italia, chi vi arriva in età prescolare, chi impara a leggere e scrivere nelle scuole italiane, chi si trova immerso fin da bambino nella cultura italiana.

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La cultura (…) è quell’insieme complesso che include il sapere, le credenze, l’arte, la morale, il diritto, il costume, e ogni altra competenza e abitudine acquisita dall’uomo in quanto membro della società. (Edward Burnett Tylor, 1871 ).

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Ufficio Stampa Rete G2 – Seconde Generazioni
Tel. 338- 6203229


http://www.secondegenerazioni.it/2011/06/02/comunicato-stampa-il-2-giugno-per-la-rete-g2/

 

 


g2@secondegenerazioni.it

 

 

grazie

Quel milione di minori, detti “stranieri”, che una volta su due sono nati qui

LE IENE: NERI ITALIANI

       

      Ian Ssali
      Ian Ssali e credetemi non è vero che chi vuole poi ottiene la cittadinanza, è più probabile che pur essendo romano romano abbia un permesso di soggiorno con su scritto come data di ingresso il giorno del proprio compleanno. Ma conosciamo tutti l’aderenza, la pertinenza e lo spirito che viene infuso in alcune leggi qui nel nostro Paese.

      e credetemi non è vero che chi vuole poi ottiene la cittadinanza, è più probabile che pur essendo romano romano abbia un permesso di soggiorno con su scritto come data di ingresso il giorno del proprio compleanno. Ma conosciamo tutti l'aderenza, la pertinenza e lo spirito che viene infuso in alcune leggi qui nel nostro Paese.

      Un assessore ritiene che gli stranieri nati in Italia non sono italiani!

       

       

       

      CIAO

      appello delle “seconde generazioni”: non siamo immigrati!!

      Figli d’immigrati nati o cresciuti fin da piccoli in Italia, sentendosi orgogliosamente italiani, fanno appello…

      Se anche voi siete d’accordo e siete disposti a dare il vostro piccolo (ma grande) contributo, tutto quello che dovete fare è:

      – COPIARE L’APPELLO qui di seguito
      – aggiungere il vostro nome e cognome
      – e INVIARLO mediante MAIL ai seguenti indirizzi:

      segreteriadelportavoce@governo.it
      bonaiuti_p@camera.it

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      Decine di migliaia di figli d’immigrati nati o cresciuti fin da piccoli in Italia, sentendosi orgogliosamente italiani si stanno battendo affinchè il Parlamento legiferi per una legge sulla cittadinanza che dia dignità e pari opportunità a coloro che saranno protagonisti nella società italiana.
      Facciamo appello al Presidente del Consiglio dei Ministri affinchè il suo Governo lasci da parte le ideologie e le strumentalizzazioni sui temi dell’immigrazione, rendendosi consapevoli che in Italia vivono circa 1 milione di giovani italiani figli dell’immigrazione i quali ancora sono legati ad un permesso di soggiorno. Ecco le contraddizioni assurde del nostro Paese: UN FIGLIO D’IMMIGRATI NATO IN ITALIA CHE DEVE AVERE IL PERMESSO DI VIVERCI.

      Inviate per e-mail, l’appello subito di seguito, al Presidente del Consiglio. (berlusconi_s@camera.it – segreteriabonaiuti@governo.it – segreteriadelportavoce@governo.it – bonaiuti_p@camera.it).

      Aiutaci in questa battaglia di civiltà e buon senso.

      ___________APPELLO___________

      All’attenzione dell’ On.le Berlusconi

      “Non siamo immigrati, non veniamo da un altro paese, non abbiamo attraversato frontiere, siamo qui dall’inizio della nostra vita”.

      E’ l’appello delle “seconde generazioni”, delle migliaia di figli d’immigrati nati o cresciuti in Italia, che vanno a scuola con i nostri figli, parlano italiano con le nostre inflessioni dialettali e spesso non conoscono nemmeno il paese da cui provengono i loro genitori.
      Si sentono a tutti gli effetti italiani, ma per la nostra legge sulla cittadinanza sono stranieri perché figli di stranieri. Sono giovani italiani che vivono nell’incertezza perché legati a un permesso di soggiorno e in bilico tra questure e uffici immigrazione.

      Per quanto tempo ancora l’Italia farà finta di nulla?
      Per quanto tempo ancora questi giovani, risorsa tutt’oggi inutilizzata e discriminata, vivranno nell’invisibilità?
      I nuovi italiani chiedono risposte per il loro futuro.
      Un futuro che, per miopia politica, è ancora negato.

      I figli dell’immigrazione dicono basta ai giovani italiani con il foglio di via; chiedono alle Istituzioni di prendere, concretamente e nel più breve tempo possibile, provvedimenti che riconoscano ai figli degli immigrati il diritto allo “jus soli”, riformando l’attuale normativa sulla cittadinanza che, invece, lascia crescere questi ragazzi in una “terra di nessuno”.

      Firma
      Nome e Cognome

      RETE G2: “Aberranti le parole dell’Assessore Marsilio”

      A sto punto anche le mie due figlie adottive indiane che vivono qui da sempre (24 e 26 anni) vanno considerate straniere? Paolo
       

      www.secondegenerazioni.it

      Come Rete G2, Seconde Generazioni, network di figli d’immigrati troviamo aberrante la dichiarazione dell’Assessore Laura Marsilio, relativa alla presenza degli alunni figli d’immigrati presenti nella scuola Pisacane.

      ZHANXING XU: HO SCRITTO UNA LETTERA ALLA QUESTURA

       


      Zhanxing Xu 星星
      Egregio Signor Maceli, Ho appena parlato al telefono con Lei e mi sento come ogni volta stordita, risvegliata da unlungo abbaglio. Mi sono ricordata che ho richiesto la cittadinanza ormai unanno fa e mi sono ricordata anche che sono ancora straniera nel paese dove sono cresciuta…

      Ri-letture. Incontri e letture sulle seconde generazioni

      RETE G2.jpg

      Ri-letture. Incontri e letture sulle seconde generazioni

      Data:
      lunedì 14 giugno 2010
      Ora:
      18.30 – 22.30
      Luogo:
      Libreria Popolare di via Tadino,18 – 20124 Milano, Tel.02 2951 3268

      Descrizione

      …sì sì, lo sappiamo, lunedì 14 c’è la prima partita dei mondiali con l’Italia, e allora?

      Voi venite in Libreria, ascoltate un po’ di buone parole da Sergio Basso su “Giallo a Milano”, il famoso documentario sulla comunità cinese a Milano, si fanno due chiacchere sulle seconde generazioni di origine cinese con Jada Bai, e poi vi fiondate nel bar accanto a vedere la partita. Nel frattempo vi facciamo servizio catering dal kebabbaro di via castaldi e vi portiamo i kebab ancora caldi (!).

      Visto? Tutto sotto controllo!

      In allegato trovate tutte le informazioni.

      Vi abbracciamo e vi aspettiamo!


      kibra & rete G2 Seconde Generazioni
      http://www.secondegenerazioni.it/

      CIAO

      26/3 “BLACK ITALIANS, ATLETI NERI IN MAGLIA AZZURRA”

      Ri-Letture – III incontro “Black Italians”, con Mauro Valeri

      Data:
      venerdì 26 marzo 2010
      Ora:
      18.30 – 21.00
      Luogo:
      Libreria Popolare di via Tadino 18 (Milano)

      BLACK ITALIANS.jpg

      Ri-Letture – III incontro “Black Italians”

      Venerdì 26 marzo, ore 18.30, alla Libreria Popolare di via Tadino 18 (Milano), presentiamo il libro del Professor Mauro Valeri “Black Italians, atleti neri in maglia azzurra”: venite a sentire le tante storie che ha da raccontarci, insieme alla ReteG2 – Seconde Generazioni.

      ” Il termine Black Italians, oltre ad essere il nome di un gruppo musicale semisconosciuto, è stato per anni utilizzato in senso dispregiativo per indicare e discriminare gli emigranti italiani, negli Stati Uniti come in Australia. Il fatto di essere più scuri della media, era condiderato un segnale inconfutabile – perchè visibilmente evidente – di una similitudine tra gli italiani e le popolazioni dalla pelle nera, ritenute, proprio per il colore della pelle, irrimediabilmente “inferiori”.
      Allo stesso tempo, ma anche paradossalmente, gli stessi italiani non hanno perso occasione per considerare, con altrettanto disprezzo, gli “italiani neri e meticci”, soprattutto quelli nati e cresciuti nelle colonie, non degni di essere pienamente italiani.”