LA MAIEUTICA E L’INSEGNAMENTO DI DANILO DOLCI TORNANO A GORIZIA

Sereno Dolci 10 giugno alle ore 23.13 Rispondi
IMPORTANTISSIMO. PUOI CONDIVIDERE A TUTTI I NOSTRI DEL FRONTE DELLA PACE? VIVA LA STRUTTURA MAIEUTICA,LA CREATIVITÀ,L´EVOLVERCI ¤SERENO¤

Via le cattedre. Entrano in classe teatro, canto e danza.

Dal giornale: il Piccolo di Trieste — 09 giugno 2010 pagina 06 sezione: GORIZIA
…STARANZANO

Niente cattedre o lezioni impartite dall’alto, nessuna rigida gerarchia alunno-insegnante. Almeno per una volta. Gli Artisti associati e la Provincia l’anno prossimo porteranno nelle scuole dell’Isontino la maieutica e l’insegnamento di Danilo Dolci: ovvero, valorizzare al massimo il singolo e le sue risorse e restiTuirgli quel ruolo che oggi, nella società del conformismo, si tende a perdere fin da giovanissimi. Laboratori teatrali, di canto, di danza: quello promosso dagli Artisti associati è un percorso educativo che avrà nelle emozioni il suo vero punto di riferimento. «Noi – ha spiegato ieri mattina, in Provincia, Paola Cosolo Marangon, che collabora con gli Artisti associati, presentando l’iniziativa – proporremo ai ragazzi suggestioni, domande, spunti. Saranno poi loro, partendo da questi input, ad esprimersi e a costruire il loro personalissimo percorso educativo». Il progetto s’inserisce nell’ambito del contenitore “Giovani alla frontiera” e coinvolgerà dal prossimo settembre le scuole Ascoli e Perco di Gorizia, l’Istituto comprensivo di Romans e Mariano, quello di Staranzano e quello di Grado. Alla fine di questo cammino, verso dicembre, ci sarà una sorta di saggio finale che la stessa Cosolo Marangon ha definito «un momento di restituzione di quanto appreso da parte dei giovani allievi». Giovanissimi, viene da dire, perché in molti casi le classi coinvolte rientrano nel ciclo della scuola primaria. I singoli laboratori, oltre che da Cosolo Marangon, saranno portati avanti da Enrico Cavallero (teatro), Serena Finatti (musica) e Giulia Mininel (danza). “Crediamo molto in questo progetto – ha sottolineato l’assessore provinciale alle Politiche giovanili, Licia Morsolin – anche per restituire dignità alla figura di Danilo Dolci, troppo frettolosamente dimenticata (nacque a Sesana, ndr)». La sua vita è stata caratterizzata dalla “rivoluzionaria” esperienza condotta a Partinico, in Sicilia, dove condusse lotte nonviolente contro la mafia, la povertà e il degrado umano e culturale, guardando sempre con grande attenzione alle dinamiche della comunicazione e dell’informazione. Celeberrimo il suo “sciopero alla rovescia” – definito così perché coinvolse dei disoccupati che si misero a lavorare per riattivare una strada – che gli costò addirittura l’arresto, ma che scosse profondamente l’opinione pubblica italiana. «Il vivere mi inorridisce e affascina – scrisse, ne “Il dio delle zecche” -. Siamo minimi microbi in bilico distratto tra disperazione e presunzione».

GRAZIE

scioperi alla rovescia (sulla scia di Danilo Dolci)

Nuovi scioperi alla rovescia per umilmente migliorare il nostro futuro

Sereno Dolci 01 febbraio alle ore 17.26 Rispondi
La Repubblica, edizione di Palermo, domenica 31 gennaio, pag. VI

La proposta
Lo Zetalab ripulisce via Boito, Sciopero alla Rovescia.

Stamattina dalle 10 il collettivo del Laboratorio Zeta, il centro sociale sgomberato e rioccupato nelle scorse settimane, ripulirà e abbellirà via Boito, dove stazionano in tenda i 32 profughi africani ospitati dal centro prima dello sgombero. Domani alle 17, invece, Gianni Notari celebrerà la messa al centro sociale. La questione Zetalab è arrivata anche al Parlamento europeo con una interrogazione sulla violazione del diritto d’asilo dei 32 sudanesi. Zetalab chiede l’attenzione della prefettura e del Comune, che venerdi avrebbe convocato l’associazione Aspasia, assegnataria dell’immobile.
«In atto c’è una campagna diffamatoria contro di noi – dice Anna Ciulla di Aspasia – e per questo abbiamo dato mandato ai legali di presentare denuncia. Sono ancora in attesa di una convocazione da parte del Comune avendo mostrato disponibilità al confronto» c.b. (riproduzione riservata)

Giornale di Sicilia, Cronaca di Palermo, domenica 31 gennaio, pag. 34

Centri sociali. E oggi la pulizia dei giardinetti

Finisce sul tavolo del Parlamento europeo la spinosa questione del Laboratorio Zeta e dei rifugiati politici sudanesi che vi hanno alloggiato negli ultimi cinque anni, ospiti dei giovani del centro sociale, e adesso costretti a dormire in una tendopoli. L’edificio di via Arrigo Boito, di proprietà dello Iacp, il 19 gennaio scorso è stato sgomberato, per essere consegnato alla Onlus Aspasia, legittima assegnataria, e, cinque giorni dopo, rioccupato dagli stessi giovani dello ZetaLab ma non dai sudanesi.
Adesso, tre parlamentari europei, lo spagnolo Rui Tavares (esperto della problematica sull’immigrazione), la tedesca Cornelia Ernst e la francese Marie Cristine Vergiat, hanno presentato un’interrogazione parlamentare. Nel documento si chiede alla commissione europea di «salvaguardare esperienze come quella dello Zetalab, unico luogo a Palermo in grado di offrire assistenza e ospitalità ai profughi e a chi chiede asilo politico». Si legge ancora nell’interrogazione che «il Laboratorio Zeta, in questi dieci anni ha avuto riconosciuto il plauso di tanti cittadini ma anche delle istituzioni pubbliche, tanto che il Comune di Palermo ha regolarmente provveduto al pagamento delle spese relative alla fornitura dell’acqua».
Domani è previsto un incontro con il vicesindaco Francesco Scoma, da discutere le possibili soluzioni per il centro sociale e l’assistenza ai profughi del Darfur. Oggi in programma il cosiddetto «sciopero alla rovescia»: i giovani dello Zetalab ripuliranno i giardinetti di via Boito, installeranno panchine e giochi per i bimbi del quartiere.