Negazionisti esultano per il doppio oltraggio a storia e vittime

 












Licia Satirico per il Simplicissimus

Esistono giornate dolorose come un pugno nello stomaco. Solo ieri siamo stati costretti a leggere, prima tristi poi furiosi, della morte di Shlomo Venezia, testimone della Shoah, e dell’archiviazione, da parte della procura di Stoccarda, dell’inchiesta sulla strage nazista di Sant’Anna di Stazzema. Le due notizie si sono sgradevolmente intrecciate tra loro in un’ondata mediatica di negazionismo d’accatto.

leggi tutto qui: http://ilsimplicissimus2.wordpress.com/2012/10/02/negazionisti-esultano-per-il-doppio-oltraggio-a-storia-e-vittime/

Shoah, scritte di insulti contro la comunità ebraica

GIORNO DELLA MEMORIA

Shoah, scritte di insulti
contro la comunità ebraica

Le ingiurie firmate ‘Militia’ sono apparse in via Leonina, via Cavour e via Tasso. Solidarietà da Pd, Pdl e dalla presidente della Regione

Scritte contro il Giorno della Memoria ed altre contenenti insulti nei riguardi del presidente della comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici. Siglate ‘Militia’ e realizzate con vernice nera, a via Leonina sono comparse le scritte ’27/01 non c’è memoria!’ e ‘Pacifici continui a meritare il fosforo bianco’. In via Cavour altre due scritte: ‘Israele non esiste’ e ‘Niente memoria per le bugie’. Sui muri di via Tasso, dove è situato il Museo storico della Liberazione, sono comparse altre scritte: ’27 niente memoria a via Tasso’ e ‘via Tasso uguale bugia’. I carabinieri hanno avvisato l’ufficio del decoro urbano per la rimozione delle scritte. Sulla vicenda indagano i carabinieri.

 

LEGGI TUTTO: http://roma.repubblica.it/cronaca/2011/01/26/news/giorno_memoria-11680518/

 

vigiliamo! non si può tollerare!!!!!!!!!!!!!!! 

 

GIORNI DELLA MEMORIA AL MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE

Tipo:
Rete:
Globale
Inizio:
sabato 23 gennaio 2010 alle ore 9.30
Fine:
domenica 21 febbraio 2010 alle ore 20.00
Luogo:
Roma, Via Tasso 145

Descrizione

MUSEO STORICO DELLA LIBERAZIONE
00185 ROMA – Via Tasso 145
www.viatasso.eu; info@viatasso.eu
tel. 067003866, fax 0677203514

GIORNO DELLA MEMORIA
27 gennaio 2010

La presidenza e il comitato direttivo del Museo storico della Liberazione restano fermi nella convinzione che il periodo 1943-1945 e, più in generale, della seconda guerra mondiale, rappresenta una fase tragica ed oscura della storia dell’ Europa, dell’Italia e di Roma perché cartterizzato non solo dalla guerra combattuta dagli eserciti, scatenata dall’aggressione nazista all’Europa, ma anche dalla Shoah e – in Italia – dalle leggi razziali e dalla persecuzione fascista dei cittadini ebrei, che pure costituiscono il massimo della violenza distruttrice del totalitarismo nazista contro l’umanità. La caratteristica dell’aggressione nazista come guerra totale, guerra programmaticamente estesa a colpire popolazioni civili a alla costruzione del Nuovo ordine europeo, destinato a mutare i rapporti storici fra i popoli d’Europa e i loro connotati culturali e civili, le loro identità più profonde, e stabilire tra essi gerarchie etnicamente fondate e sostenute dall’organizzazione totalitaria del potere, colpì anche gli italiani e le italiane e molti e molte fra essi hanno dovuto subìre la deportazione, l’internamento militare, la prigionia, la morte, le stragi e le persecuzioni politiche e razziali. Era una politica dello sterminio e della schiavizzazione che colpì con durezza, in maniera cinicamente stratificata, ogni popolazione che con la macchina nazista venne a contatto, con la destinazione di alcuni alla disumanizzazione e di altri alle eliminazione fisica. Ma, in Italia come in Europa, donne e uomini di ogni nazione e credo, con le armi o senza le armi, a fianco degli eserciti combattenti, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. In tal modo, hanno contribuito a garantire ai popoli d’Europa e al popolo italiano la salvezza e la sopravvivenza ed a creare le condizioni della loro libertà e della loro democrazia.
Per queste ragioni, la presidenza e il comitato direttivo del Museo storico della Liberazione ci tengono a riaffermare che – in armonia con le finalità previste dalla legge istitutiva 14 aprile 1957 n, 277 – il compito di narrare i fatti e di promuovere la riflessione sulla storia del nazismo e del fascismo suo alleato – indicati dalla legge istitutiva del Giorno della memoria 20 luglio 2000, n. 211 – non può limitarsi alla pur meritoria attività di cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di un solo giorno ma, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, per fruttificare deve consolidarsi in attività didattica e formativa continua e multidisciplinare, suscettibile di far comprendere come la minaccia totalitaria e razzista avesse minacciato l’umanità stessa dei popoli d’Europa, aggredendo la dignità della persona umana in ogni dimensione dell’esistenza. Ma, nello stesso tempo, capace di spiegare come in ogni strato e gruppo sociale, in ogni comunità religiosa, in ogni ramo della scienza, dell’arte e della letteratura, in ogni attività della produzione e del lavoro, la resistenza della sopravvivenza abbia creato le basi della resistenza per la liberazione. Allora, il Museo, fedele al suo compito istituzionale di assicurare al patrimonio storico nazionale la più completa ed ordinata documentazione di quel periodo e di quegli evanti, ha la piena coscienza che – come testimonia la frequente presenza di visitatori di ogni paese d’Europa e di fuori Europa – riferendosi alla popolazione di Roma, ne rappresenta la lotta che costituisce uno specifico modo di esprimere una lotta comune ai popoli che vivevano nel continente e un momento di una lotta per l’affermazione – anche nel presente e nel futuro – dei diritti di tutti gli uomini, di tutte le donne e di tutti i popoli. Così il dare testimonianza delle persone, dei gruppi sociali, dei movimenti politici e di tutte le vittime di quelle oppressioni e di tutti i partecipi di quelle lotte, non serve solo a diffondere di esse una conoscenza cristallizzata nel tempo, ma a scoprire in essa i semi e le radici da trapiantare e far fruttare nel nostro tempo, nei nostri gruppi e nelle nostre associazioni, nei nostri movimenti, nelle nostre aggregaziuoni sociali e civili, nelle nostre istituzioni.
Non aver perduto la speranza della possibilità di un mondo e di un’umanità migliori fu quello che sorresse nell’abominio dei lager i deportati, di fronte ai fucili spianati i condannati a morte, nella solitudine e nel gelo delle notti d‘inverno i partigiani in montagna e nel chiuso di soffitte e cantine quelli di città, nelle case di campagna le donne che coraggiosamente ospitavano i fuggiaschi, nei monasteri le suore che salvavano bambini ebrei. Questo oggi, domani e sempre vogliamo ricordare e trasmettere.

INIZIATIVE 2010

Poiché dal 2001 gli ultimi giorni di gennaio ed i primi di febbraio sono diventati un periodo in cui la riflessione sugli eventi ricordati viene promossa con varie iniziative culturali ed educative, anche il Museo – in collaborazione con altri soggetti – mette a disposizione del suo pubblico e dei suoi amici una serie di iniziative differenziate e dirette a riflettere insieme e aproporre la riflessione alle più giovani ed ai più giovani.

23 gennaio: PARMA, Centro studi Movimenti (via Testi 4), ore 10,30-17. il Giorno della Memoria al Corso di perfezionamento “Fonti orali e metodi della ricerca per la comunicazione audiovisiva”. Michele Guerra, “Non vedere l’Olocausto: “Shoah” di Claude Lanzmann” (con proiezioni); Primarosa Pia, “Trascrivere, ascoltare, interpretare [le testimonianze di deportati e deportate]: ragione ed emozione; “Nata due volte. Storia di Settimia Spizzichino ebrea romana” (Italia 2005, 60’), video documentario di Giandomenico Curi, discussione con l’autore

23 gennaio – 13 febbraio: SCHIAVE DUE VOLTE. Storie di prostitute forzate nei Lager nazisti
A – Mostra storico-documentaria “Sex-Zwangsarbeit in NS-Konzentrationslagern” (Prostituzione forzata nei campi di concentramento nazisti)” promosssa da “BE FREE. Cooperativa sociale di donne per la lotta contro tratta, violenze e discriminazioni”, con la collaborazione del gruppo “Die Aussteller” di Vienna e dal gruppo della Universität der Künste Berlin. Prima esposizione assoluta in Italia.
B – 27 gennaio e 12 febbraio: eventi di approfondimento con studiose, operatrici sociali, esponenti di cultura e politica

24 gennaio: “Pedalando nella memoria”. Il VI Memorial ciclistico dedicato a Settimia Spizzichino (unica abrea romana superstite dalla deportazione), promosso dalla Provincia di Roma, dal Comune, dai Municipi I, IX e XI, e con l’adesione dell’Uisp, (Unione italiana sport per tutti), farà la consueta tappa al Museo, dove Giuseppe Mogavero e Antonio Parisella ricorderanno la figura di Elvira Sabbatini Paladini, vicepresidente e direttrice del Museo, di recente scomparsa

26-28 gennaio: Günter Demmig, “Memorie d’inciampo a Roma”, a cura di Adachiara Zevi, in collaborazione con ANED (Associazione Nazionale ex Deportati); ANEI (Associazione Nazionale ex Internati); CDEC (Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea); Federazione delle Amicizie Ebraico Cristiane Italiane e i Municipi I, II ,VI, IX, XVI, XVII. Patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e della Comunità Ebraica di Roma, alto patronato del Presidente della Repubblica.
Come in altre città d’Europa, sui marciapiedi delle loro ex residenze l’artista posizionerà 30 Stolpersteine (pietre d’inciampo) che ricordano deportati razziali, politici e militari. (prima realizzazione in Italia).
A – martedì 26 gennaio, ore 11.00, Casa della Memoria e della Storia, via San Francesco di Sales 5: presentazione alla stampa.
B – giovedì 28 gennaio, ore 9.30: via della Reginella 2: inaugurazione.

26 gennaio, ore 9,30-12,30: il dr. Alessio D’Amato, consigliere della Regione Lazio, consegna in omaggio copie di Anne Frank, Diario, (Einaudi, Torino) alle scuole prenotate per le visita al Museo; gli omaggi verranno ripetuti alle classi in visita per tutta la settimana.

31 gennaio, ore 17,30: LA DEPORTAZIONE DIMENTICATA. “Giacere sul fondo: dramma di siciliani deportati nei campi di concentramento, rappresentazione messa in scena da Paola Roccoli, in coillaborazione con TEATRARTE, teatro e arti visive (Palermo) (da confermare)

18 o 19 febbraio, ore 18: Auditorium dell’Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi (Palazzo Antici Mattei, Via Michelangelo Caetani): “I Lagerlieder di Carlo Marinuzzi, concerto. Esecuzione pianistica a quattro mani di Cinzia Facchini e Rossella Rubini della composizione realizzata dall’autore combinando i canti (soprattutto russi e dell’Europa Orientale) appresi nel campo d’internamento e trascritti con materiali di fortuna, con interventi di Annamaria Marinuzzi, Massimo Pistacchi e Antonio Parisella, in collaborazione con Istituto centrale per i beni sonori e audiovisivi. (prima esecuzione pubblica)

LAGER E DEPORTAZIONE

Cara Amica, Caro Amico,
 

Le deportazioni di civili costituiscono un aspetto e una parte importanti del fenomeno concentrazionario e della Shoah, complessivamente intesa e concepita.

L’Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Nova Milanese, a livello didattico, attraverso competenze di studio approfondito e di ricerca sul campo, da decenni, conducono un lavoro documentaristico fondato su approcci pedagogici inerenti il fenomeno concentrazionario e la deportazione, soprattutto per motivi politici.

La Biblioteca Civica di Nova milanese ha creato un sito di raccolta di testimonianze, videotestimonianze e documentazioni, ricavate da interviste e colloqui diretti con sopravvissuti e superstiti italiani, deportati per motivazioni politiche. Il sito in questione è www.lageredeportazione.org e concentra in sé anni di studio e di ricerca sul campo, in documentazioni che vengono direttamente trasmesse e rese fruibili tramite il Web.

 

Laura Tussi

 

LAGER E DEPORTAZIONE.

Il valore educativo della memoria storica

 

di Laura Tussi

 

Le deportazioni di civili costituiscono un aspetto e una parte importanti del fenomeno concentrazionario e della Shoah, complessivamente intesa e concepita. L’Amministrazione Comunale e la Biblioteca Civica di Nova Milanese, a livello didattico, attraverso competenze di studio approfondito e di ricerca sul campo, da decenni, conducono un lavoro documentaristico fondato su approcci pedagogici inerenti il fenomeno concentrazionario e la deportazione, soprattutto per motivi politici. La biblioteca civica di Nova milanese ha creato un sito di raccolta di testimonianze, videotestimonianze e documentazioni, ricavate da interviste e colloqui diretti con sopravvissuti e superstiti italiani, deportati per motivazioni politiche. Il sito in questione è www.lageredeportazione.org e concentra in sé anni di studio e di ricerca sul campo in documentazioni che vengono direttamente trasmesse e rese fruibili tramite il Web.

 

È accresciuto progressivamente e recentemente un diffuso interesse relativo al fenomeno concentrazionario e alla Shoah, grazie all’attenzione maggiore dedicata allo studio del ‘900 con i decreti Berlinguer e alla istituzione di una specifica giornata dedicata alla memoria e al ricordo di tutte le vittime della Shoah e degli stermini nazisti.

In Italia è stata scelta la data del 27 gennaio, il giorno della memoria, in cui si aprirono i cancelli di Auschwitz. Nonostante questo attivismo delle istituzioni scolastiche, che vede un massiccio insegnamento dei crimini nazisti, l’antisemitismo e il razzismo sembrano esplodere in maniera virulenta in tutta Europa. Per affrontare in modalità più analitiche l’insegnamento della storia delle deportazioni, dei crimini nazisti della Shoah nella sua complessità, educatori e insegnanti si interrogano circa l’attivazione di modalità educative, produttive da un punto di vista formativo, per incentivare e migliorare tale insegnamento. Infatti risulta necessario individuare ed attivare strumenti, modi e forme didattiche adatte e che non ricadono nell’indicibile, restituendo alle quali il proprio valore nell’ambito della storia del ‘900, evitando pericolosi risvolti di desacralizzazione e interrogandosi sul tormentoso problema dell’unicità dell’Olocausto, questione che negli ultimi anni ha coinvolto storici e ricercatori in ampi dibattiti storiografici.

Nella prassi scolastica occorre evitare di pensare alla Shoah come ad un evento sovrastorico, perché invece esso è intrinsecamente collegato alla storia del ‘900. Per comprendere meglio gli eventi, anche in chiave formativa, è necessario ripercorrere le tappe dell’antisemitismo, quale fenomeno sviluppatosi lungo tutto l’arco della storia umana.

Fin dall’antichità, si è dispiegato il pregiudizio contro gli ebrei. Quindi l’antisemitismo non è peculiare solo del ‘900, ma affonda le sue radici nell’età classica, anche se assume una codificazione sempre più netta e precisa quando il cristianesimo si impone come religione dominante. In tutta l’Europa occidentale si sono sviluppate teorie razziste, quando gli europei cercarono una giustificazione razionale, sul piano ideologico, nella costruzione degli imperi coloniali e nella teoria della supremazia razziale, ampiamente sfruttata durante la conquista delle Americhe. Il campo di concentramento può utilmente configurarsi come un paradigma della barbarie del ‘900.

Il confronto tra la Shoah e altri crimini definisce la sua unicità e singolarità, dove il genocidio ebraico è il solo nella storia ad aver perseguito l’obiettivo di un rimodellamento biologico dell’umanità, il solo complessivamente sprovvisto di una natura strumentale, in cui l’eliminazione delle vittime non era un mezzo, ma una fine implicito. Il gulag anche se terribile e brutale, nelle forme e nella sostanza, comprendeva e perseguiva il progetto di ricostruire una società diversa, mentre il lager voleva implicitamente e complessivamente un progetto di morte. Risulta opportuno chiedersi quali strumenti sono a disposizione dei docenti per una didattica capace di incidere sulla programmazione e quali temi trattare per offrire un insegnamento efficace. Spesso il tema delle deportazioni e del fenomeno concentrazionario vengono affrontati, affidando al testimone il compito di illustrare gli eventi senza preventive contestualizzazioni. Il valore dei testimoni è senza dubbio insostituibile, in quanto riescono a motivare gli studenti e a sensibilizzarli, grazie alla potenza emotiva connessa alla loro testimonianza, da cui si genera un apprendimento davvero profondo, se inserito in un percorso didattico che potrebbe avere nella testimonianza il suo stesso epilogo.

L’insegnante è coinvolto nel gestire le inevitabili emozioni prodotte dall’ascolto di storie tanto estreme, in modo che da esse scaturiscano riflessione e conoscenza, in un passaggio molto difficile, perché anche con i testimoni si assiste ad un particolare fenomeno di sacralizzazione che non aiuta la riflessione critica e consapevole. Risulta importante conoscere anche gli aspetti più desueti della Shoah, come lo studio dei ghetti, la resistenza ebraica, oppure rintracciare la memoria e la storia di persone legate alle vicende del luogo in cui si vive, per intessere dinamiche di ricostruzione storica tra memoria locale e generale. Queste ricerche sono state condotte in molte scuole, partendo dagli archivi scolastici, che costituiscono una fonte imprescindibile per gli studenti. Nell’insegnamento della Shoah si ripropone il nesso tra storia e memoria. Il tema della memoria, non condivisa, non coinvolge solamente la resistenza, ma anche la storia della deportazione, costituita da molteplici tasselli e variegati aspetti, come la deportazione dei politici, degli internati militari, dei testimoni di Geova, degli omosessuali, dei Sinti e dei Rom, perseguitati dal nazismo con particolare violenza. Della terribile persecuzione dei Rom sono pervenuti esigui documenti perché i pochissimi sopravvissuti non hanno reso testimonianza, a differenza degli ebrei e dei deportati politici.

Queste differenti tipologie di deportazione costituiscono tessere di un ampio mosaico, ma la memoria di tali eventi non è condivisa. L’assassinio e l’annientamento perpetrato dai nazisti viene collocato su un piano strettamente gerarchico, in quanto si assegna alla deportazione ebraica un ruolo preminente. Risulta necessario evitare che l’insegnamento della Shoah sia circoscritto intorno alla ricorrenza del giorno della memoria e renda noto quanto le diversità sociali siano state perseguitate e, nello specifico, la minoranza ebraica, in quanto differenza minoritaria, in un’Europa cristiana e intollerante. Occorre evitare la decontestualizzazione degli eventi e la loro sacralizzazione, poiché porterebbero a un apprendimento aleatorio e stereotipato, in quanto l’insegnamento della Shoah, concentrato in pochi momenti canonici, induce alla celebrazione retorica e ripetitiva, capace di ingenerare negli studenti disinteresse ed insofferenza. Se non si troveranno efficaci strategie per trasmettere la memoria, l’insegnamento dell’orrore della Shoah, porterà alla saturazione.

Se le questioni relative ai diritti umani sono trattate in riferimento agli avvenimenti concreti e storici delle persecuzioni naziste, sviluppando l’empatia con le vittime, sussiste allora la possibilità effettiva di trasmettere valori persistenti, che possano rafforzare una presa di coscienza sociale critica e valorizzare la stessa democrazia. L’insegnamento della Shoah deve configurarsi proprio come educazione al rispetto e alla convivenza pacifica con l’altro e questi sono gli unici mezzi per tentare di costruire una società vivibile, scevra di conflitti e conflittualità violente che potrebbero condurre alla costituzione di nuove distruzioni di massa.

Laura Tussi