Giovedì 17 novembre: “S/Legami” (convegno antipsichiatria)

Giovedì 17 novembre: “S/Legami”

 
 
 

locandina convegnoLa storia della psichiatria è una scia continui di pratiche e sperimentazioni su esseri umani (per lo più non consenzienti) in nome della cura di malattie e disturbi che questi (per lo più) non ritenevano (né ritengono) di avere.

E’ chiaro che una pratica “medica” che si attua a prescindere dal consenso dell’utente (e che anzi ritiene il mancato consenso come esso stesso “sintomo” della malattia che afferma di curare) è nella sostanza una pratica coercitiva che non può che produrre abusi e violenze. La storia della psichiatria, dal manicomio al trattamento sanitario obbligatorio, è lì a dimostrarlo.

“S/LEGAMI” vuole denunciare l’uso della coercizione in psichiatria a partire da due realtà simboliche in cui essa si concretizza con maggiore evidenza: il trattamento sanitario obbligatorio e il manicomio criminale.

Per farlo il convegno svilupperà un discorso pratico che partirà dalla testimonianza del Comitato per Francesco Mastrogiovanni, costituitosi per chiedere verità e giustizia per quanto accaduto all’insegnante di Vallo della Lucania (Sa), deceduto nel reparto di psichiatria in cui era ricoverato in trattamento sanitario obbligatorio (TSO) dopo oltre 80 ore di contenzione al letto; per continuare con l’esperienza di difesa legale e accoglienza di utenti psichiatrici sottoposti a misure dell’autorità giudiziaria e/o dimessi dall’Ospedale Psichiatrico Giudiziario promossa dall’associazione Penelope sul territorio del distretto di Taormina.

Il convegno sarà l’occasione per lanciare il “SOCCORSO VIOLA” quale pronto soccorso sociale e legale per quanti subiscono e vogliono denunciare abusi e usi non consensuali della psichiatria. Il “SOCCORSO VIOLA”, contattabile allo 0942.989347 (24 ore su 24), fornisce consulenza e assistenza legale, accoglienza d’emergenza, supporto nella ricerca lavorativa e abitativa, servizio mensa, sostegno psico-sociale a quanti vogliono fare a meno o tutelarsi da interventi psichiatrici non richiesti.

Programma

ore 09.00 iscrizione partecipanti

ore 09.30 Introduzione ai temi della giornata (Giuseppe CALABRO’ Presidente Comitato Iniziativa Antipsichiatrica)

ore 10.00 Il “caso” Francesco Mastrogiovanni (Vincenzo SERRA, Comitato Verità e Giustizia per Francesco Mastrogiovanni)

ore 10.30 Aspetti legali della coercizione in psichiatria (Avv. Giuseppe ROMANO, legale soccorso viola)

ore 11.00 Presentazione del Soccorso Viola. Teoria e pratica (Giuseppe BUCALO. Presidente associazione Penelope)

ore 11.30 dibattito

ore 13.00 chiusura lavori

Il convegno si terrà a GIARDINI NAXOS presso il CINE-TEATRO COMUNALE piazza Municipio

GIOVEDI’ 17 NOVEMBRE 2011

TRATTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI

TSO – Adempimenti, funzione e ruolo della polizia municipale e dei servizi sanitari – pamalteo@gmail.com – Gmail

Paolo Ferrario | 29 ottobre 2010 at 12:12 | Categorie: Libri News, Servizi psichiatrici | URL: http://wp.me/peMEr-2WJ
Novità 2010
› Disciplina
› Adempimenti
› Procedure
TRATTAMENTI E ACCERTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI Con Protocolli operativi
e Modulistica
TRATTAMENTI E ACCERTAMENTI
SANITARI OBBLIGATORI

Questo nuovo Manuale rende concreta l’importante funzione di garanzia del diritto del malato ad un corretto procedimento che sia rispettoso della sua dignità e della sua persona, puntando a ridurre gli interventi sanitari coattivi ai casi di stretta necessità.

Funzione e compiti delicati spesso attribuiti a Polizie municipali e personale sanitario, che vivono con disagio il loro coinvolgimento, non sempre coscienti del ruolo da svolgere.sul piano sanitario e su quello giuridico, proponendo le esperienze dei protocolli operativi che risolvono molti problemi applicativi e con una particolare attenzione alla ricerca del consenso del malato:

Come dimostra il seguente dettaglio degli argomenti trattati, il volume fornisce una completa conoscenza della materia,

1.
Lo spirito della normativa vigente
› La legislazione in materia.
› L’atteggiamento dello Stato nei confronti dei malati di mente.
› La regola dell’adesione volontaria.
› Il problema del consenso del minore e dell’interdetto.
› Le condizioni per l’adozione dei provvedimenti obbligati.
› La complessità della procedura.
› Trattamenti sanitari eseguibili in casi di urgenza.
› Conclusione: Idee chiare per evitare inutili traumi.
2.
Gli adempimenti formali e il ruolo del Sindaco
› I presupposti del TSO in condizioni di degenza.
› I presupposti del TSO extraospedaliero.
› La motivazione nelle certificazioni.
› Lo scopo e la durata dell’ordinanza.
› Individuazione del luogo in cui attuare il TSO.
› Casi particolari.
› I presupposti dell’ASO.
› Le prassi distorte.
› La notifica dell’ordinanza al malato.
› Conclusione: Il sindaco non è un passacarte.
3.
Il controllo del giudice tutelare
› Casi in cui il controllo non si esercita.
› Il c.d. ricorso al Sindaco.
› Il ricorso contro il provvedimento del giudice tutelare.
› Il Telefono Viola.
› Accorgimenti per evitare il TSO.
› Conclusione: La convalida non può mancare.
4.
Il ruolo delle strutture sanitarie e dei familiari
› La personalità del malato.
› Il contributo del medico-curante.
› Il contributo dei familiari e degli amici.
› Gli adempimenti della struttura psichiatrica.
› Gli abusi nelle strutture psichiatriche.
› Conclusione: Familiari e personale sanitario devono collaborare.
5.
Il ruolo della polizia municipale
› La funzione di vigilanza.
› Altre funzioni ausiliarie.
› L’eventuale funzione coercitiva.
› L’intervento delle forze dell’ordine.
› Il trattamento dei reati commessi dai disturbati psichici.
› Il trasporto e la scorta.
› Conclusione: Un ruolo specifico per la polizia municipale.
6.
Le circolari ministeriali e la recente giurisprudenza.
7.
Collaborare è meglio: l’utilità di un protocollo operativo.
8.
I protocolli d’intesa.
9.
Appendice normativa.
10.
Appendice giurisprudenziale.
11.
Modulistica.
12.
Schemi dell’iter procedurale.

 

13.
Glossario.

 

V. Strippoli, Comandante Polizia Municipale, Presidente della Delegazione Toscana dell’Associazione Nazionale Comandanti e Ufficiali di Polizia Municipale (A.N.C.U.P.M.).

Per ricevere subito
TRATTAMENTI E ACCERTAMENTI SANITARI OBBLIGATORI
Maggioli Editore – Novità 2010
Pagine 324 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5645.7 –
Euro 39,00

IL REPARTO

Andai in Reparto, non per una visita o perchè dovevo essere ricoverato, ma per una ragione che in questo breve racconto non ha la sua importanza.

Vi rimasi, quel giorno, una ventina di minuti circa.

Erano più di tre anni che non varcavo quella porta che divide il Reparto dal resto dell’ospedale, ma anche dal resto del mondo, visto che è chiusa a chiave e che per i pazienti è un po’ come il confine tra il Reparto e ciò che c’è fuori. Attraverso quella porta entrano i dottori, le visite, il carrello con i pasti. La porta si apre qualche volta per andare al bar dell’ospedale accompagnati da un infermiere, se si ha il permesso del dottore. Da quella porta prima o poi si esce perchè dimessi. E’ forse una sorta di carcerazione a breve termine ospedalizzata.

Comunque quel giorno riconobbi diverse persone che avevo già visto in passato lì dentro.

C’era un ragazzo che avevo conosciuto più di tre anni prima; non stava bene come allora. Ai tempi mi aveva detto che lavorava e forse, allora, era uno dei suoi primi ricoveri. Ora lo vedevo ingrassato, sicuramente non stava tanto bene e credo non lavorasse più.

Poi c’era un ragazzo che non avevo conosciuto in Reparto, ma fuori, grazie ad una conoscenza comune che cominciò a parlarmi. Non capivo se era per come si sentiva in quel momento o se era per i farmaci che aveva preso, ma intuii che mi parlava perchè si ricordava di avermi già visto, ma non sapeva dove. Gli ricordai dove ci eravamo già visti e in quale occasione.

 Poi c’era un ragazzo che stavano ricoverando. Era lì con la madre. L’avevo già visto diversi anni prima. Era abbattuto, triste. Si mise in fondo al corridoio del Reparto e incominciò a piangere. Ci sono tante ragioni per piangere in quei frangenti o comunque in quel posto.

Ma io non sono un bravo scrittore perchè per rendere l’idea di ciò che si sente e si respira li dentro bisognerebbe essere veramente capaci di far rivivere al lettore le sensazioni provate che sono molto più forti dai sentimenti descritti con parole come triste o infelice.

A un certo punto vidi una donna passare nel corridoio. Era una di quelle persone che avevo visto più volte in Reparto. Era molto abbattuta e camminava a fianco di un’altra ragazza. Ricordo che le diceva che era depressa e che quando si è fortemente depressi, diceva, si pensa al suicidio e che quindi è meglio stare in Reparto quando ci si sente così.

Poi c’era un uomo anziano che sentivo parlare e dire cose un po’ sconclusionate. Mi si avvicinò e incominciò a dirmi: “6 per 6”. Non risposi. Non sapevo cosa dire. Si avvicinò di più e disse ancora: “6 per 6”. Risposi: “36”. E disse: “6 per 6”. Risposi: “36”. Poi disse: “8 per 8”. Risposi: “48”. Disse solo: “64” e si allontanò. Solo dopo un attimo realizzai il giochino che mi aveva fatto.

Era tanto che non entravo li dentro e nei miei ricordi non mi sembrava un posto poi così triste e deprimente. La sofferenza che vidi quel giorno fu una cosa tremenda; da pianto. Ma nel giochino che mi fece quel uomo riconobbi ciò che spesso mi era capitato di capire stando in reparto o in altri luoghi legati alla psichiatria: ci sono molte persone che sembrano strane, singolari o in difficoltà, ma che poi hanno delle risorse loro che all’apparenza non sembrano avere, ma che sanno tirare fuori. Forse non faranno una vita piena di agi e benessere come la moda impone, ma hanno delle risorse che tu non vedi, perchè sei troppo preoccupato a vedere quanto sono migliori e più belle le tue, ma se presti attenzione ti rendi conto che chi a volte dice frasi incoerenti o sconclusionate o appare fuori dagli schemi consueti di questa società forse, su come sono fatte le persone, ha molte cose da insegnarti…..

 

 

RLE