LIBERTA’ MINATA

Per ricordare la Giornata Internazionale contro la violenza alle Donne il Centro Antiviolenza Cerchi d’Acqua presenta:

 

LIBERTA’ MINATA

 

READING MUSICALE NON VIOLENTO

 

da un’idea di Debora Mancini

 

interpretato da Debora Mancini con Daniele Longo al pianoforte

 

Verranno letti testi di e su:

Virginia Woolf; Anne Sexton; Sylvia Plath; Alda Merini; Patricia Highsmith; Artemisia Gentileschi; Ipazia; Caterina de Medici; Auung San Suu Kyi.

 

Lunedì 10 dicembre, ore 21

Teatro Filodrammatici

Via Filodrammatici, 1 Milano

 

Ingresso ad offerta libera a partire da €15

 

Per informazioni: Cerchi d’Acqua 02/58430117 info@cerchidacqua.org

 

 Con preghiera di diffusione

 

 

 

Cerchi d’Acqua s.c.a.r. l. – ONLUS

Contro la violenza alle donne – Contro la violenza in famiglia

Via Verona 9 – 20135 Milano

Tel: 02.58430117

Fax: 02.58311549

Partita IVA 13284990150

www.cerchidacqua.org

 

violenza sulle donne: dall’autobiografia di Maddalena M.

Ai membri di Archivio dei diari
Antonella Brandizzi 25 novembre alle ore 11.43 Rispondi Segnala
dall’autobiografia di Maddalena M.
Vincitrice del Premio dei diari 1999

[…] A Genova per ingannare il tenpo Vincenzo decise di andare tutti assieme a uno spettacolo che avrebbe cominciato fra non molto, non sapevo di che cosa si tratava ma quando fui dentro capii che non era cosa per me, era uno spogliarello, Patrizia e il marito ridevano io cercavo di imitarli ma provavo disgusto, il risultato di quelle scene fecero efetto quando stavamo dentro il treno dove con uno sguardo lui mi fece capire che dovevo andare al gabinetto mi ragiunse usando violenza senza prendersi preocupazione che mi stava facendo male, tuto era uguale per lui le sue voglie dovevano essere esaudite quando e dove voleva, ritornai in gabbina dove lo sguardo di Patrizia mi fece cappire che aveva capito cosa era successo, mi chamò nel corridoio con una scusa.
Perché ti lasci fare questo, devi cercare di diventare un po padrona di te non puoi lasciarle permetere che ti faccia cose che tu non vuoi, o capito sai che non mi senbri poi tanto felice ma se non fai qualcosa diventerà senpre piu peggio.
Non risposi, mi giravo intorno per paura che qualcuno potesse sentire, cosa potevo fare lui era cosi padrone di me che non mi lasciava spiegare niente non mi lasciava parlare quello che io dicevo erano cose inutili per lui contava solo quello che diceva lui e basta, non mi dovevo neanche per mettere, perché poi se anche in quel momento non mi picchiava si conservava a quando aveva bevuto per ricordarsi delle mie lamentele , così dovevo cercare di evitare e aspetare che un giorno canbiasse.

Imparare paura
prefazione di Saverio Tutino
Roma, Malatempora, 2000

Mai più violenza sulle donne

 

Mai più violenza sulle donne Bulletin

Posted by Amnesty Italia

Le donne sopportano il peso maggiore della povertà, della violenza e delle violazioni dei diritti umani. A causa della discriminazione cui vanno incontro in ogni parte del mondo, ne vengono colpite più degli uomini. Oltre il 70% delle persone che vivono in povertà sono donne. Percepiscono solo il 10% del reddito globale ma rappresentano due terzi della forza lavoro del mondo. Producono fino all’80% del cibo ma posseggono solo l’1% della terra. Costituiscono i tre quarti della popolazione mondiale analfabeta.

Ma nonostante queste schiaccianti avversità, le donne sono spesso le più attive protagoniste del cambiamento sociale all’interno delle proprie comunità e s’impegnano senza sosta per migliorare le proprie condizioni di vita e quelle dei loro familiari. Le donne sono alla guida dei più popolari e incisivi movimenti per i diritti umani del mondo.

Questo impegno in prima linea provoca spesso la dura reazione dei governi.
“Quando avevo 20 anni mi hanno rapita e fatta sparire. Poi, nel 2005, mi hanno torturata in mezzo alla strada, spaccandomi tre costole. Poi mi hanno processata e condannata, per false accuse, a sette mesi di carcere” – racconta Aminatou Haidar, attivista per i diritti umani dei saharawi.
“L’occupazione marocchina sta cercando di prosciugare la nostra cultura. Per una donna sahrawi, è difficile difendere i nostri valori in casa e contemporaneamente essere attivista lontano da casa. I nostri figli hanno sempre paura di perderci. Crescono vedendo coi loro occhi l’oppressione della polizia. Immagina un bambino che, invece di disegnare un giocattolo, vede un poliziotto con pistola e manganello picchiare un’altra persona…”.

Firma l’Azione Urgente affinché Aminatou possa far rientro nel Sahara occidentale: http://www.amnesty.it/attivista_sahrawi.html

http://www.amnesty.it/flex/cm/pages/ServeAttachment.php/L/IT/D/D.ff11622c88600349bd03/P/BLOB%3AID%3D2849

Leggi il rapporto “La trappola del genere”:

GRAZIE

DONNE CHE SBATTONO CONTRO LE PORTE

DONNE CHE SBATTONO CONTRO LE PORTE

Riflessioni su violenze e stalking

           

Da decenni si è cercato di portare avanti una nuova cultura di pratiche di libertà e di relazioni non più segnate dalla violenza di genere. Anche l’informazione ed il modo  spesso sprezzante con cui si parla delle donne è un settore chiave su cui porre attenzione.

            Oggi consideriamo la trasformazione dei linguaggi dell’informazione indispensabile per la salute politica di questo paese, salute minacciata da una violenza così aggressiva da permeare ogni cosa.

            Anche il nostro progetto vuole porsi su questo piano: trovare un linguaggio che sappia raccontare la realtà, che renda conto di che cosa sta avvenendo nei rapporti tra uomini e donne, tra generazioni e tra persone di culture diverse. Molta della violenza odierna infatti, viene nascosta da linguaggi che la giustificano e la legittimano in nome delle culture, delle religioni, dell’economia di consumo che riduce i corpi ad oggetti di scambio.

 

 Il progetto è nato dall’incontro di Tiziana Ravazzolo, psicoterapeuta e presidente dell’AIED della Spezia, associazione presente da 37 anni sul nostro territorio, con l’amica e collega Stefania Valanzano, psicoterapeuta e sessuologa, e con Letizia Tomassone, pastora della chiesa metodista della città, che, insieme a molte teologhe, ha avviato una riflessione critica sul  cristianesimo per  comprenderne il nesso con la violenza di genere. Ha poi coinvolto Graziella Olivieri, psicologa psicoterapeuta da molti anni collaboratrice dell’AIED, e Paola Leonardi, sociologa e psicoterapeuta attiva nel movimento delle donne dagli anni ’70, approdata dall’emiliana Piacenza a La Spezia con il “Centro Autostima Donne”, coinvolgendo poi l’UDI con il “Telefono rosa”:                          

            Il primo momento di questo progetto è costituito dal confronto e dall’approfondimento, attraverso questa GIORNATA DI STUDI che, con il contributo di relatori di diversa formazione, avrà la funzione di informare, sensibilizzare e coinvolgere la popolazione su questo tema.

            Seguiranno cinque appuntamenti presso il cinema ‘Il Nuovo’, riuniti sotto il nome “SGUARDI D’ARTISTA”, che permetteranno di avvicinarsi all’argomento attraverso le arti: letteratura, teatro e cinema.

            Verrà poi avviata una RICERCA, effettuata tramite la diffusione di un questionario (qui allegato) che permetterà di analizzare capillarmente il fenomeno dello stalking nella specifica fisionomia che assume nella nostra provincia.

            Con le informazioni raccolte ci si propone di attuare un INTERVENTO concreto, mirato a prevenire, sostenere e curare le vittime di violenze e stalking.

 

Per saperne di più e per metterti in rete con noi visita il nostro sito:

http://sites.google.com/site/donnechesbattonocontroleporte/

 

Siamo anche in Facebook:

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da Laura Tussi