africa e poesie africane

 

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L’Africa è un pensiero, un’emozione, quasi una preghiera: lo sono i suoi silenzi infiniti; i suoi tramonti; quel suo cielo che sembra molto più vicino del nostro, perchè si vede di più, perchè le sue stelle e la sua luna sono più limpide, nitide, pulite: brillano di più.

(Claudia Cardinale)

 

 

L’Africa mi toccò l’animo già durante il volo: di lassù pareva un antico letto d’umanità. E a 4000 metri di altezza, seduto sulle nubi, mi pareva d’essere un seme portato dal vento.

(Saul Bellow)

 

 

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Tramonto

 

Guardavo con occhio rapito
montagne che cangiavano nel cielo,
paesaggi fugaci,
risaie tinte d’ambra,
azzurri laghi ed isole incantate,
canti d’uccelli e stridere di scimmie,
borghi di pescatori in riva al mare,
sotto palme di cocco….
Ma fu solo un istante.Il sole,a picco,
precipitò al di là dei monti.Il mondo
trascolorò,tingendosi di rosso.

Poesia della Liberia(B.Moore)

 

 

 

 

 

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Noi saremo fratelli

Le stelle a profusione,pure
come gli occhi dei saggi,
risplenderanno
sul destino degli uomini.
Quando saremo uniti,
non ci sarà la paura negli occhi;
quando saremo fratelli,
le torve occhiate d’odio spariranno.
E la luce del cielo
rischiarerà il nostro sonno.
Noi ci uniremo,fratelli,
e le lucide stelle,a profusione,
pure come occhi di saggi,
risplenderanno
sul nostro destino.

Poesia della Costa d’Avorio (B.Dadié)

 

 

 

 

 

 

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Dove finisce l’arcobaleno

Dove finisce l’arcobaleno
ci sarà un luogo,fratello,dove il mondo
potrà cantare canzoni d’ogni sorta.
Noi canteremo insieme,
neri e bianchi fratelli,una canzone.
E sarà un canto pieno di tristezza.
Non ne sappiamo il motivo
difficile a imparare.
ma noi lo impareremo tutti insieme
Non esiste un motivo che sia nero,
Non esiste un motivo che sia bianco.
C’è musica soltanto
e canteremo musica,fratello,
dove finisce l’arcobaleno.

Poesia del Sudafrica (R.Rive)

 

 

 

  

 

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 Prigione

Vivere una sola vita
in una sola città
in un solo paese
in un solo universo
vivere in un solo mondo
è prigione

Amare un solo amico
un solo padre

una sola madre
una sola famiglia
amare una sola persona
è prigione

Conoscere una sola lingua
un solo lavoro

un solo costume
una sola civiltà
conoscere una sola logica
è prigione

Avere un solo corpo
un solo pensiero
una sola conoscenza
una sola essenza
avere un solo essere
é prigione

Poesia dal Kenia(N.Ngama)

 

 

 

 

 

 

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Foglie di palma dell’infanzia

Quand’ero molto piccolo,
e Joe e Fred giganti di sei anni,
mio padre, loro e io mescolammo terra
al concime del cortile.
E lì piantammo cocchi,
chiamandoli con i nomi di noi fratelli:
Le palme crebbero più in fretta di me;
e presto, prima che mi facessi uomo,
fiorendo, raggiunsero il loro scopo.
Simili agli orecchini delle mie sorelle
vennero i teneri fiori d’oro.
Li spiai crescere, da dorati a verdi,
e poi le noci grandi come la testa di Tata.
Desiderai il latte che sapevo là dentro.
Ascoltai sussurrare le foglie,
mormorare, chiacchierare, sussurrare le foglie,
quando si destavano i venti della notte.

Mi seguono ancora, nel lavoro e nel gioco:
quelle lussureggianti foglie dietro la fessura
sulla capanna del sognare e divenire dell’infanzia.

poesia dal Madagascar-(Adali-Mortty)

 

 

 

 

 

 

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Ti auguro tempo. Non ti auguro un dono qualsiasi, ti auguro

soltanto quello che i più non hanno. Ti auguro tempo, per

divertirti e per ridere; se lo impiegherai bene, potrai

ricavarne qualcosa.Ti auguro tempo, per il tuo Fare e il

tuo Pensare, non solo per te stesso, ma anche per donarlo

agli altri. Ti auguro tempo, non per affrettarti e

correre,ma tempo per essere contento. Ti auguro tempo, non

soltanto per trascorrerlo, ti auguro tempo perché te ne

resti: tempo per stupirti e tempo per fidarti e non

soltanto per guardarlo sull’orologio.Ti auguro tempo per

toccare le stelle e tempo per crescere, per maturare. Ti

auguro tempo, per sperare nuovamente e per amare. Non ha

più senso rimandare. Ti auguro tempo per trovare te stesso,

per vivere ogni tuo giorno, ogni tua ora come un dono.Ti

auguro tempo anche per perdonare. Ti auguro di avere tempo,

tempo per la vita. 

 

 

 

 

 

 

 

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LA MEDITAZIONE

 

La nostra paura più profonda

non è di essere inadeguati.

 

La nostra paura più profonda,

è di essere potenti oltre ogni limite.

 

E’ la nostra luce, non la nostra ombra,

a spaventarci di più.

 

Ci domandiamo: ‘ Chi sono io per essere brillante,  pieno di talento, favoloso? ‘

 

In realtà chi sei tu per NON esserlo?

 

Siamo figli di Dio.

 

Il nostro giocare in piccolo,

non serve al mondo.

 

Non c’è nulla di illuminato

nello sminuire se stessi cosicchè gli altri

non si sentano insicuri intorno a noi.

 

Siamo tutti nati per risplendere,

come fanno i bambini.

 

Siamo nati per rendere manifesta

la gloria di Dio che è dentro di noi.

 

Non solo in alcuni di noi:

è in ognuno di noi.

 

E quando permettiamo alla nostra luce

di risplendere, inconsapevolmente diamo

agli altri la possibilità di fare lo stesso.

 

E quando ci liberiamo dalle nostre paure,

la nostra presenza

automaticamente libera gli altri.

 

 

Nelson Mandela 

 

 

 

 

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La ballata di Riva
Noi siamo i figli della sabbia,
del sole e dei fiori,
siamo i figli del mare.
Noi ragazzi dai mille sogni spezzati,
infranti e traditi,
col cuore tenero e con gli occhi asciutti e bruni,
noi dalla chioma color pece,
siamo venuti a ballare nelle vostre piazze luminose,
nelle vostre case.
Siamo venuti a ballare per i vostri occhi
stanchi e immobili come specchi.
Siamo i bambini nati da gocce d’acqua di fiume in secca
che fino a ieri scorreva lento.
Siamo spighe di grano piene e forti
siamo venuti a cantarvi le nostre canzoni d’amore.
Canzoni dolci come mandorle e miele.
Le canteremo ad alta voce
finchè toccheremo i vostri cuori
per poi cantarle piano, piano
assieme, nelle vostre case,
nelle vostre piazze,
nelle vostre città.
Daghmoumi Abdelkader (Marocco)

 

 

 

                                

                  

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AFRICA

Africa, Africa mia
Africa fiera di guerrieri nelle ancestrali savane
Africa che la mia ava canta
In riva al fiume lontano
Mai t’ho veduta
Ma del sangue tuo colmo ho lo sguardo
Il tuo bel sangue nero sui campi versato
Sangue del tuo sudore
Sudore del tuo lavoro
Lavoro di schiavi
Schiavitù dei tuoi figli
Africa dimmi Africa
Sei dunque tu quel dorso che si piega
E si prostra al peso dell’umiltà
Dorso tremante striato di rosso
Che acconsente alla frusta sulle vie del Sud
Allora mi rispose grave una voce
Figlio impetuoso il forte giovane albero
Quell’albero laggiù
Splendidamente solo fra i bianchi fiori appassiti
E’ l’Africa l’Africa tua che di nuovo germoglia
Pazientemente ostinatamente
E i cui frutti a poco a poco acquistano
L’amaro sapore della libertà.

Ndjock Ngana – Poeta camerunense

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Non incontrerai mai due volti assolutamente identici.
Non importa la bellezza o la bruttezza : queste sono cose relative.
Ciascun volto è simbolo della vita.
E tutta la vita merita rispetto.
E’ trattando gli altri con dignità che si guadagna il rispetto per sè stessi.

Tahar Ben Jelloun – scrittore marocchino

         

                           

        

                                

                                

 

 

 

africa e poesie africaneultima modifica: 2010-08-29T19:33:32+02:00da paoloteruzzi
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