VIA PADOVA E’ MEGLIO DI MILANO

VIA PADOVA, LA LUNGA E DIFFICILE STRADA (VERSO L’INTEGRAZIONE)
45 realtà del territorio si mettono in rete e lanciano la festa “Via Padova è meglio di Milano”

Ci voleva un morto perché l’Amministrazione comunale si decidesse ad incontrare le associazioni che su via Padova vivono e lavorano, proponendo il loro modello di integrazione sociale e culturale.
Ma forse un morto non è abbastanza, perché l’incontro col Sindaco per ora non ha sortito alcun esito se non l’istituzione di un tavolo “al quale lavoreranno i diversi settori dell’Amministrazione per analizzare sotto molteplici aspetti la realtà sociale di un quartiere come quello di via Padova” e che dovrebbe restituire proposte concrete entro il 31 marzo prossimo.
Per ora qualcosa di concreto arriva solo da quelle variegate realtà che da circa un anno si sono messe in rete lavorando sul territorio gratuitamente e con le proprie risorse per approfondire, capire, agire. L’iniziativa che queste lanciano in attesa di risposte dall’Amministrazione è quella di una due giorni sulla via dal titolo provocatorio “Via Padova è meglio di Milano” e ispirata da un bambino residente nel quartiere.
I prossimi 22 e 23 maggio oltre 60 iniziative animeranno la via inserendosi all’interno della quotidianità lavorativa dei 5 km lungo cui si snoda via Padova, nell’intento di fornire una visione diversa, guardando a questa zona internazionale e multietnica con una lente europea.
Il principio su cui si basa la “festa” è quello di unire con pari dignità punti artistici di massima eccellenza e realtà invisibili e sotterranee: in quest’ottica ci saranno un concerto dell’Orchestra di via Padova e i musicisti sconosciuti della Banda Rom, mostre e installazioni di Assab One insieme a esposizioni del Liceo Caravaggio, della parrocchia di San Giuseppe e di Villa Pallavicini, visite guidate organizzate da Terre di Mezzo per guardare la città con gli occhi di uno straniero e incursioni teatrali sulla linea 56.
Elencare tutte le iniziative in programma è impossibile, si può però dire che rispecchiano la varietà e la ricchezza delle presenze etniche sul territorio, spaziando in vari ambiti, da quelli musicali-teatrali-artistici-letterari a quello spirituale. E ancora proiezioni di documentari, incontri, dibattiti e convegni con la partecipazione delle più varie realtà, dall’Anpi a Emergency, dal comitato di zona agli Amici del Trotter, dalla Casa della Cultura islamica alle parrocchie della zona.
Un territorio, una realtà complessa che non nega il proprio disagio socio-culturale, ma che prova a scommettere su un’evoluzione positiva dell’attuale situazione: “Esistono evidenti situazioni di degrado” dice Carlo Bonaconsa del comitato Vivere Zona 2 “ma l’unica via d’uscita è un lavoro solidale tra le associazioni alla ricerca di collaborazione con l’Amministrazione pubblica”.
Ancora una volta, “anche in assenza di un intervento progettuale di coesione sociale da parte delle istituzioni pubbliche” ribadisce Asfa Mamoud, presidente della Casa della Cultura Islamica “noi realtà del territorio ci stiamo facendo carico da tempo e quotidianamente di approntare spazi di incontro sereno e costruttivo, percorsi di accoglienza, di confronto culturale, di offerta di servizi”.
Mentre tutto questo accade, si aspettano risposte da chi dovrebbe governare la città.

Antinska Pozzi

VIA PADOVA E’ MEGLIO DI MILANOultima modifica: 2010-02-27T19:24:00+01:00da paoloteruzzi
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